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Sardegna meridionale: Cagliari, alla scoperta della Città del Sole

Sardegna meridionale: Cagliari (Casteddu, in sardo), capoluogo dell’isola, merita senz’altro una visita durante le vostre vacanze in Sardegna 2018. In un’ora d’auto dal Lido Tamatete, prendendo la SS125 var, si raggiunge la splendida città sarda. Il consiglio è di dedicare una giornata alla scoperta dei suoi luoghi ricchi di arte, storia e cultura. Oltre all’area balneare di Marina Piccola da cui si dipana il lungo viale Poetto, con i suoi chioschi caratteristici spalmati lungo la spiaggia cittadina – il Poetto, appunto – lunga circa 4 km, il delizioso centro storico è sicuramente tra le cose da vedere in Sud Sardegna. Cosa vedere in sud Sardegna: Cagliari e il suo cuore antico Il cuore antico della città si sviluppa partendo dal vecchio quartiere di Castello, fondato in epoca pisana, dall’alto del quale è possibile ammirare scorci panoramici incantevoli, con il mare a fare quasi sempre da sfondo. Il pregio del centro storico è che racchiude i suoi tesori tutti in un’area ristretta, quindi visitabile interamente a piedi, il modo migliore per ‘vivere’ una città da vicino. L’itinerario consigliato parte da Piazza Costituzione dove si erge l’imponente bastione di Saint Remy, dal quale si può ammirare un panorama bellissimo sull’intera città e il porto e il promontorio della Sella del Diavolo al Poetto. Il bastione fu costruito tra il 1899 e 1902 in pietra calcarea e granito bianco sulle basi degli antichi bastioni pisani e spagnoli, e deve il suo nome al primo viceré piemontese. A pochi passi dal Bastione, la Torre trecentesca di San Pancrazio, alta 30 metri, e quella dell’Elefante, chiamata così per via del piccolo elefante di pietra posto su un lato. Entrambe visitabili, offrono altrettanti panorami memorabili. Da lì si raggiunge la Piazza Castello dove si affaccia uno dei monumenti simbolo di Cagliari, la trecentesca Cattedraledi Santa Maria, in stile romanico, e il Palazzo Viceregio, di origine aragonese, in passato residenza dei viceré spagnoli e dei re piemontesi. Proseguendo il tour, nella parte alta del quartiere si entra nella Cittadella dei Musei, che è anche sede universitaria, in cui hanno si trovano la Pinacoteca nazionale, il Museo archeologico e di arte orientale oltre alla Mostra delle cere anatomiche. Consigliata assolutamente la visita alle statue dei Giganti di Mont’e Prama, nel Museo archeologico, le uniche sculture nuragiche in pietra mai ritrovate, uniche nel loro genere in tutta l’area mediterranea, realizzate in blocchi unici di calcare locale, alte fino a 2,5 metri. Mangiare in sud Sardegna: i dolci tipici dell’isola, delizia per il palato L’Anfiteatro romano e i portici di via Roma Il quartiere di Castello è il principale dei tre quartieri storici di Cagliari. Una volta oltrepassata la Porta Cristina, il primo che si raggiunge è Spampace, che custodisce il suo fascino medievale, poi stradine caratteristiche con pavimento a ciottoli si snodano tra le vie Santa Margerita e Ospedale, costeggiate da chiese di epoche diverse. A Stampace si può visitare l’antico Anfiteatro romano di cui restano le fosse per le belve, le gradinate e il podium, il complesso di rovine di epoca romana della Villa di Tigellio e tre domus romane del I secolo d.C. Affacciato sul porto il porticato di via Roma, caratterizzato da palme e gelaterie e negozi; lì si trova il Palazzo Civico di Cagliari. Dalla via Roma salendo in uno dei vicoli che ad essa si affacciano, si arriva al quartiere della Marina, rione multietnico ricco di botteghe artigiane, oreficerie e tante trattorie dove è possibile gustare i piatti tipici della variegata cucina sarda. Altro luogo di sosta, luogo della movida notturna cagliaritana,  la Piazza Yenne in cui si erge la statua di Carlo Felice.     ... [+]

Prodotti tipici sardi: Pane Carasau e Pecorino sono un must a tavola

Vacanze in Sardegna 2018: continua la nostra guida ai prodotti tipici sardi finalizzata a dare consigli utili su cosa mangiare in Sud Sardegna durante il vostro soggiorno al Lido Tamatete di Cala Sinzias. Ebbene, sappiate che esistono due cibi che dovete assolutamente assaggiare prima di lasciare l’isola. Si tratta di  veri e propri must della cucina sarda: il Pecorino sardo e il Pane carasau. Mangiare in Sud Sardegna: la sublime croccantezza del Pane Carasau Il Pane carasau è il tradizionale pane sardo anticamente prodotto e consumato essenzialmente dai pastori, ma oggi diffuso in tutta l’isola e parte integrante ed immancabile nel menu di qualsiasi ristorante. Si presenta come una serie sovrapposta di fogli sottilissimi di pane dall’aspetto ruvido e dorato; la forma è quella di una sfoglia tonda molto sottile e croccante, simile ad un’ostia. L’assenza della mollica rende questo tipo pane conservabile a lungo, caratteristica che in passato lo rendeva molto adatto alla transumanza. La fase di lavorazione che in dialetto sardo si dice sa cotta (la cottura) era anticamente un vero e proprio rito familiare e veniva eseguita da 3 donne, amiche o parenti, che si aiutavano a vicenda per prepararlo. La cottura è denominata carasatura (da qui il nome del pane) che sarebbe la seconda cottura del pane che serve a tostarlo e renderlo croccante, appunto. Il pane carasau è anche chiamato ‘carta da musica’ proprio per la sua caratteristica croccantezza, che ne rende rumorosa la masticazione. A livello nutrizionale, fornisce un elevato apporto energetico, non ha grassi e ha una buona quantità di proteine vitamine e sali minerali. Molto versatile in cucina: si può mangiare così com’è, fatto a pezzetti e croccante, condito con olio extravergine come fosse una sottile bruschetta; è un ottimo antipasto accostato a salumi e formaggi ma può accompagnare anche i secondi ed è eccellente se cucinato come una lasagna. Condito con salsa di pomodoro e pecorino sardo, a strati in una pirofila e fatto gratinare al forno. Il Pecorino sardo: l’eccellenza sarda DOP a tavola Il Pecorino è un formaggio di lunghissima tradizione storico-culturale in Sardegna. E’ un prodotto DOP e viene realizzato con latte di pecora sardo pastorizzato, caglio, sale e fermenti lattici. Viene commercializzato in due versioni: una giovane (fresco) ed una matura (stagionato). La crosta è dura, liscia, di colore giallo paglierino tendente al marrone con la stagionatura. La pasta del Pecorino sardo fresco è compatta, semidura, di colore bianco per il fresco, mentre quella dello stagionato è semidura o dura, di colore bianco con tendenza al paglierino. La consistenza della sua pasta è spesso granulosa. Entrambi i tipi di Pecorino sardo possono essere considerate formaggi da tavola: perfetti al tagliere in abbinamento a salumi e marmellate, deliziosi nei primi piatti con salse di pomodoro. Ricordiamo in primis il pecorino grattugiato sui Malloreddus alla Campidanese e sui Culurgiones. Il tipo fresco predilige la ‘compagnia’ del Vermentino, mentre la forma stagionata ‘preferisce’ il Cannonau.   ... [+]

Cosa vedere nella Sardegna del sud: alla scoperta del Parco dei Sette Fratelli

La Sardegna del sud non è solo mare: il sud-est dell’isola ha un polmone verde tutto da scoprire. Foreste, ruscelli, verde incontaminato, aria pura e reperti archeologici. Se le vostre vacanze in Sardegna per il 2018 avete deciso di trascorrerle nel sud est ricordate che a un passo da voi esiste una foresta che si estende per 10mila ettari, perfetta per una giornata di trekking a stretto contatto con la macchia mediterranea e per chi vuole staccare dalla routine balneare e dedicarsi all’attività fisica. Sette Fratelli, la vasta foresta della Sardegna del sud Il parco dei Sette Fratelli rappresenta una delle località più verdi e affascinanti della Sardegna sud-orientale, una riserva naturale che offre scorci magnifici e panorami indimenticabili. Una vasta foresta e la macchia mediterranea rendono questo parco regionale una meta ambita per gli amanti dello sport, del trekking e della natura incontaminata. Un territorio soggetto a tutela paesistica che fa parte, quasi nella sua totalità, del Parco Naturale di Settefratelli-Monte Genis. Itinerari in sud Sardegna: l’Oasi di Capo Ferrato e il trekking a Monte Ferru Del Parco, vero e proprio polmone verde, fanno parte il complesso montuoso e la foresta demaniale omonimi e la foresta di Monte Genis. Si estende a sud-est della provincia di Cagliari in un territorio che comprende nove Comuni: Burcei, Castiadas, Maracalagonis, Quartucciu, Quartu Sant’Elena, San Vito, Sinnai, Villasalto e Villasimius. (Credits Giuseppe Schirru) Sette le cime di questa montagna – da qui il suo nome – che raggiungono vette di circa mille metri: la più alta è quella di Serpeddì (1067 metri). Un’oasi incantata dove la natura si mostra in tutta la sua bellezza, con estesi boschi e specie animali rare. Un tripudio di macchia mediterranea – piante di mirto, erica, ginepri, ontani – e una fauna composta da cinghiali, conigli, martore, gatti selvatici, aquile reali, falchi pellegrini ed esemplari di astore sardo, rapace tipico del territorio sardo, cervi e mufloni. Le rocce plasmate dal vento e dal logorìo del tempo caratterizzano un paesaggio ora fatto di canyon e gole, come Baccu Anigiulus e quella del rio Picocca, ora corsi d’acqua, in particolare i fiumi Ollastu, Cannas e Maidopis.  Monte dei Sette Fratelli: il trekking da Campuomu Tra le escursioni nella Sardegna del sud, vi consigliamo caldamente di programmare quella nel Monte dei Sette Fratelli. Il parco dista circa 45 km dal Lido Tamatete. Per arrivarci prendere la SS125 dalla Sp 98 e seguire la direzione Cala Sinzias, quindi lo svincolo per Muravera, poi seguire la SS125var in direzione Strada Statale 125 – Orientale Sarda a Sinnai fino a Campuomu. Una volta lì troverete la caserma forestale Dr. Umberto Noci, punto di raccolta dei visitatori da cui parte un sentiero che conduce fino a punta sa Ceraxa. Lungo il percorso ci si imbatte nell’arco dell’Angelo di granito rosa, da cui è possibile contemplare la valle di Castiadas, lo stagno di Colostrai e il Campidano di Cagliari. Una volta nel cuore del complesso montuoso, da non perdere la visita alla grotta Fra’ Conti, al bastione granitico su Stumpu ‘e Giumpau e a sa Grutta ‘e sa Pipia (La grotta della bambina). Nella foresta del monte Genis si può praticare anche birdwatching, e tutto l’itinerario pullula di tracce di nuraghi, insediamenti neolitici e anche rovine di un antico convento. ... [+]

Vacanze in Sardegna 2018: la Baia di Capo Carbonara, la perla del sud-est

Vacanze in Sardegna 2018: per chi voglia pianificare le vacanze estive nel sud est dell’isola consigliamo assolutamente di visitare la Baia di Capo Carbonara, promontorio della Sardegna sud-orientale. A caratterizzare questo lembo di terra isolana, la spettacolare e chilometrica spiaggia di Porto Giunco e la torre di avvistamento spagnola, dalla quale è possibile ammirare tutta la panoramica Baia, che è area marina protetta. Spiaggia di Porto Giunco a Capo Carbonara: tappa obbligata delle vacanze nella Sardegna del sud La spiaggia di Porto Giunco a Capo Carbonara è facilmente raggiungibile dal Lido Tamatete percorrendo la statale 19 in direzione sud: siamo a poche decine di chilometri da Cagliari ma, a giudicare dalla sabbia bianchissima e finissima e dalle trasparenze di un incantevole mare turchese, sembra di stare alle Maldive! Alle spalle del porto troviamo lo stagno di Notteri e i suoi maestosi fenicotteri rosa. La sabbia finissima e l’acqua molto bassa la rendono meta prediletta delle famiglie con bambini. Il fondale è cristallino, la cornice paesaggistica è dominata dalla macchia mediterranea e da bassi ginepri protesi sul mare. Vacanze in Sardegna 2018: la Baia di Capo Carbonara, la perla del sud-est La torre di Porto Giunco percorso naturalistico: come arrivarci Se la zona scelta per le vostre vacanze in Sardegna 2018 è quella di sud-est, potreste optare per i servizi di Lido Tamatete e la bellezza di Cala Sinzias e da qui spostarvi per visitare i dintorni. In meno di trenta minuti potete arrivare, ad esempio, a Villasimius, le cui spiagge più conosciute sono quella di Simius e di Porto Giunco, appunto. La prima è raggiungibile (anche a piedi) percorrendo il rettilineo che dal paese porta dritto al mare; interrotta sul lato est dagli scogli di granito liscio e grigio, la spiaggia di Simius lascia spazio a quella di Porto Giunco, raggiungibile in auto imboccando il bivio per Capo Carbonara. Lungo il tragitto, sulla destra, si trova il porticciolo turistico, da cui inizia un’ampia area sterrata con il percorso che porta dritto ai parcheggi custoditi e a pagamento sotto gli alberi di una vasta pineta. Da lì poi si prosegue a piedi per arrivare alla spiaggia. Dalla sua estremità orientale parte il sentiero naturalistico che porta fino alla famosa torre spagnola. Tra gli itinerari del sud Sardegna, è di certo uno dei più suggestivi. La torre si trova ad una altezza di circa 50 metri sul livello del mare e dalla sua posizione domina la sottostante spiaggia di Porto Giunco e lo stagno di Notteri, altra peculiarità di questa località, per questo anche chiamata ‘la spiaggia dei due mari’. La torre è alta circa 9 metri ed è di forma tronco-conica. Vi si arriva a piedi dalla caletta attraverso un sentiero facilmente percorribile, anche dai più piccoli, che si fa la largo tra gli arbusti. In meno di trenta minuti si arriva a destinazione; lungo il percorso è possibile ammirare panorami mozzafiato. Sulla costa ovest, la punta Santo Stefano, che costituisce la propaggine più occidentale del promontorio, e la frazione di Santa Caterina, con la sua caletta; dal lato est, invece, si succedono la spiaggetta di Is Traias, la spiaggia di porto Giunco e lo stagno di Notteri. ... [+]