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Lido Tamatete: Foto Facebook Cala Sinzias Lido Tamatete

Vacanze in Sardegna 2018: perché scegliere Lido Tamatete a Cala Sinzias

Se le vostre vacanze in Sardegna 2018 avete scelto di trascorrerle nella località di Cala Sinzias, sappiate che il vostro punto di riferimento per il divertimento, il relax e il ristoro non può che essere il delizioso stabilimento balneare Lido Tamatete. La località è tra le più ambite e ricercate della Sardegna meridionale. Siamo nel su-est, un tratto di costa sarda che incanta. Il verde incontaminato della macchia mediterranea finisce laddove inizia un mare cristallino come pochi in Italia e in Europa, dove una sabbia bianca e finissima fa da splendido intermezzo. Questa la cornice delle vostre vacanze dell’estate 2018! La spiaggia di Cala Sinzias, distante 15 chilometri da Villasimius e 7 da Costa Rei, fa parte del territorio di Castiadas. La cala è lunga circa due chilometri e il suo fondale è incredibilmente limpido, segnalato infatti da Goletta Verde di Legambiente fra i più puri della Sardegna. Lido Tamatete località Cala Sinzias: i servizi offerti ai clienti Lo stabilimento balneare Lido Tamatete offre ai turisti tutti i servizi necessari per rendere confortevole al massimo la permanenza in spiaggia. I clienti possono scegliere tra piatti variegati e sfiziosi al ristorante, abbondanti colazioni, aperitivi e divertenti serate in spiaggia a suon di musica davanti a magici tramonti. Serate vivaci e divertenti, rese tali in particolare dagli spettacoli a base di musica live e dj atmosphere. Non solo, chi sceglie Lido Tamatete trova a sua disposizione anche servizi di baby park, noleggio ombrelloni, lettini, gommoni, escursioni. Non mancano i parcheggi per moto, auto e camper. Lido Tamatete mette a disposizione anche un accogliente bar per chi, mattiniero, ha l’abitudine di fare colazione vista mare, ma è anche suggestivo luogo d’incontro per gli aperitivi nelle calde serate estive. Il menu del ristorante è ricco e si basa su specialità fresche, naturali, semplici e raffinate; varia ogni giorno in base alla disponibilità dei prodotti freschi. Dalle specialità di mare a quelle di terra, dai piatti vegetariani e vegani per i più salutisti, ai gustosi dessert e macedonie di frutta fresca di stagione. Specialità da provare assolutamente i Tamacrostini, ma anche panini sfiziosi e fritture e tanto altro.   Tutti pazzi per Lido Tamatete: cosa pensano i clienti più affezionati Chi visita il Lido Tamatete a Cala Sinzias ci ri-tornerà sicuramente! Accoglienza, allegria, atmosfere indimenticabili cui non si può rinunciare, così capita spesso che i clienti diventino degli abitué. Tra questi c’è sicuramente la showgirl ed ex velina sarda Giorgia Palmas, che ama trascorrere parte delle sue estati proprio in questa bellissima spiaggia e non manca di ‘geo-localizzarsi’ su Instagram proprio al Lido Tamatete. In tanti d’estate tornano a Cala Sinzias, turisti e amanti del mare e della Sardegna provenienti da diverse zone d’Italia e non solo. “Anche quest’anno io e mia moglie siamo tornati in vacanza in zona e non poteva mancare la tappa al Tamatete. Questa volta abbiamo provato la cena romantica al tramonto con menù fisso di pesce alla griglia e devo dire che le aspettative sono state completamente esaudite, inoltre dai un prezzo decisamente conveniente per la tipologia di serata e di menù”, così recensisce lo stabilimento balneare Marco da Como. Oppure ancora: “Location magnifica all’inizio della spiaggia di Cala Sinzias. Ottimi piatti presentati con competenza e simpatia; notevole cantina di Vermentini sardi. Piacevole e discreta musica live. Buon rapporto qualità/prezzo. Bravissimi !!!”, racconta un turista che ha visitato la splendida location del sud est sardo proprio a giugno 2018. ... [+]
Cagliari Porto via Roma

Sardegna meridionale: Cagliari, alla scoperta della Città del Sole

Sardegna meridionale: Cagliari (Casteddu, in sardo), capoluogo dell’isola, merita senz’altro una visita durante le vostre vacanze in Sardegna 2018. In un’ora d’auto dal Lido Tamatete, prendendo la SS125 var, si raggiunge la splendida città sarda. Il consiglio è di dedicare una giornata alla scoperta dei suoi luoghi ricchi di arte, storia e cultura. Oltre all’area balneare di Marina Piccola da cui si dipana il lungo viale Poetto, con i suoi chioschi caratteristici spalmati lungo la spiaggia cittadina – il Poetto, appunto – lunga circa 4 km, il delizioso centro storico è sicuramente tra le cose da vedere in Sud Sardegna. Cosa vedere in sud Sardegna: Cagliari e il suo cuore antico Il cuore antico della città si sviluppa partendo dal vecchio quartiere di Castello, fondato in epoca pisana, dall’alto del quale è possibile ammirare scorci panoramici incantevoli, con il mare a fare quasi sempre da sfondo. Il pregio del centro storico è che racchiude i suoi tesori tutti in un’area ristretta, quindi visitabile interamente a piedi, il modo migliore per ‘vivere’ una città da vicino. L’itinerario consigliato parte da Piazza Costituzione dove si erge l’imponente bastione di Saint Remy, dal quale si può ammirare un panorama bellissimo sull’intera città e il porto e il promontorio della Sella del Diavolo al Poetto. Il bastione fu costruito tra il 1899 e 1902 in pietra calcarea e granito bianco sulle basi degli antichi bastioni pisani e spagnoli, e deve il suo nome al primo viceré piemontese. A pochi passi dal Bastione, la Torre trecentesca di San Pancrazio, alta 30 metri, e quella dell’Elefante, chiamata così per via del piccolo elefante di pietra posto su un lato. Entrambe visitabili, offrono altrettanti panorami memorabili. Da lì si raggiunge la Piazza Castello dove si affaccia uno dei monumenti simbolo di Cagliari, la trecentesca Cattedraledi Santa Maria, in stile romanico, e il Palazzo Viceregio, di origine aragonese, in passato residenza dei viceré spagnoli e dei re piemontesi. Proseguendo il tour, nella parte alta del quartiere si entra nella Cittadella dei Musei, che è anche sede universitaria, in cui hanno si trovano la Pinacoteca nazionale, il Museo archeologico e di arte orientale oltre alla Mostra delle cere anatomiche. Consigliata assolutamente la visita alle statue dei Giganti di Mont’e Prama, nel Museo archeologico, le uniche sculture nuragiche in pietra mai ritrovate, uniche nel loro genere in tutta l’area mediterranea, realizzate in blocchi unici di calcare locale, alte fino a 2,5 metri. Mangiare in sud Sardegna: i dolci tipici dell’isola, delizia per il palato L’Anfiteatro romano e i portici di via Roma Il quartiere di Castello è il principale dei tre quartieri storici di Cagliari. Una volta oltrepassata la Porta Cristina, il primo che si raggiunge è Spampace, che custodisce il suo fascino medievale, poi stradine caratteristiche con pavimento a ciottoli si snodano tra le vie Santa Margerita e Ospedale, costeggiate da chiese di epoche diverse. A Stampace si può visitare l’antico Anfiteatro romano di cui restano le fosse per le belve, le gradinate e il podium, il complesso di rovine di epoca romana della Villa di Tigellio e tre domus romane del I secolo d.C. Affacciato sul porto il porticato di via Roma, caratterizzato da palme e gelaterie e negozi; lì si trova il Palazzo Civico di Cagliari. Dalla via Roma salendo in uno dei vicoli che ad essa si affacciano, si arriva al quartiere della Marina, rione multietnico ricco di botteghe artigiane, oreficerie e tante trattorie dove è possibile gustare i piatti tipici della variegata cucina sarda. Altro luogo di sosta, luogo della movida notturna cagliaritana,  la Piazza Yenne in cui si erge la statua di Carlo Felice.     ... [+]
prodotti tipici sardi: fogli di Pane carasau Photo Credits Pixabay

Prodotti tipici sardi: Pane Carasau e Pecorino sono un must a tavola

Vacanze in Sardegna 2018: continua la nostra guida ai prodotti tipici sardi finalizzata a dare consigli utili su cosa mangiare in Sud Sardegna durante il vostro soggiorno al Lido Tamatete di Cala Sinzias. Ebbene, sappiate che esistono due cibi che dovete assolutamente assaggiare prima di lasciare l’isola. Si tratta di  veri e propri must della cucina sarda: il Pecorino sardo e il Pane carasau. Mangiare in Sud Sardegna: la sublime croccantezza del Pane Carasau Il Pane carasau è il tradizionale pane sardo anticamente prodotto e consumato essenzialmente dai pastori, ma oggi diffuso in tutta l’isola e parte integrante ed immancabile nel menu di qualsiasi ristorante. Si presenta come una serie sovrapposta di fogli sottilissimi di pane dall’aspetto ruvido e dorato; la forma è quella di una sfoglia tonda molto sottile e croccante, simile ad un’ostia. L’assenza della mollica rende questo tipo pane conservabile a lungo, caratteristica che in passato lo rendeva molto adatto alla transumanza. La fase di lavorazione che in dialetto sardo si dice sa cotta (la cottura) era anticamente un vero e proprio rito familiare e veniva eseguita da 3 donne, amiche o parenti, che si aiutavano a vicenda per prepararlo. La cottura è denominata carasatura (da qui il nome del pane) che sarebbe la seconda cottura del pane che serve a tostarlo e renderlo croccante, appunto. Il pane carasau è anche chiamato ‘carta da musica’ proprio per la sua caratteristica croccantezza, che ne rende rumorosa la masticazione. A livello nutrizionale, fornisce un elevato apporto energetico, non ha grassi e ha una buona quantità di proteine vitamine e sali minerali. Molto versatile in cucina: si può mangiare così com’è, fatto a pezzetti e croccante, condito con olio extravergine come fosse una sottile bruschetta; è un ottimo antipasto accostato a salumi e formaggi ma può accompagnare anche i secondi ed è eccellente se cucinato come una lasagna. Condito con salsa di pomodoro e pecorino sardo, a strati in una pirofila e fatto gratinare al forno. Il Pecorino sardo: l’eccellenza sarda DOP a tavola Il Pecorino è un formaggio di lunghissima tradizione storico-culturale in Sardegna. E’ un prodotto DOP e viene realizzato con latte di pecora sardo pastorizzato, caglio, sale e fermenti lattici. Viene commercializzato in due versioni: una giovane (fresco) ed una matura (stagionato). La crosta è dura, liscia, di colore giallo paglierino tendente al marrone con la stagionatura. La pasta del Pecorino sardo fresco è compatta, semidura, di colore bianco per il fresco, mentre quella dello stagionato è semidura o dura, di colore bianco con tendenza al paglierino. La consistenza della sua pasta è spesso granulosa. Entrambi i tipi di Pecorino sardo possono essere considerate formaggi da tavola: perfetti al tagliere in abbinamento a salumi e marmellate, deliziosi nei primi piatti con salse di pomodoro. Ricordiamo in primis il pecorino grattugiato sui Malloreddus alla Campidanese e sui Culurgiones. Il tipo fresco predilige la ‘compagnia’ del Vermentino, mentre la forma stagionata ‘preferisce’ il Cannonau.   ... [+]
mangiare n sud Sardegna: i cardinali dolci sardi

Mangiare in sud Sardegna: i dolci tipici dell’isola, delizia per il palato

Mangiare in Sud Sardegna è un piacere a tutto tondo: l’offerta culinaria dell’isola è davvero ricca e varia, ed oltre alle pietanze di pesce e di terra di cui vi abbiamo parlato, e ai vini d’eccellenza, offre sapori unici anche per quanto riguarda i dolci tipici. Tanti e per tutti i gusti, delizioso mix di sapori e qualità delle materie prime utilizzate per realizzarli. La semplicità insieme alla raffinatezza sono i tratti distintivi della cucina dell’isola. Vi proponiamo alcune specialità che potrete scegliere come dolce epilogo dei vostri pasti durante le vacanze in Sardegna 2018. Prodotti artigianali belli da vedere e buoni da mangiare realizzati da mani sapienti, guidate da ricette tradizionali tramandate nei secoli. Mangiare in Sud Sardegna: menu di terra e di mare, alla scoperta della cucina dell’isola Mangiare in Sud Sardegna: la bontà de Is Cardinales e Is Amarettos de mendula Is Cardinales sono un tipico dolce sardo farcito di crema pasticcera. Si tratta di mini tortini il cui impasto va versato nei classici pirottini di carta. Hanno il cuore di crema che viene completato con un cappello di Pan di Spagna imbevuto di liquore rosso, l’Alchermes, il cui aspetto caratteristico dà il nome al dolce, perché ricorda appunto il copricapo dei cardinali. A completare il loro magnifico aspetto una spolverata di zucchero a velo. Immancabili tra i dolci della Sardegna Meridionale i cosiddetti Amarettos de mendula, ovvero gli amaretti alle mandorle. Ne esistono di due tipi a seconda che nell’impasto le mandorle amare prevalgano o meno. Sono biscotti che si preparano con zucchero, albumi d’uovo montati a neve e acqua di fiori d’arancio. Il dolce sardo per antonomasia: le Seadas  Il dolce sardo per antonomasia è rappresentato dalle Seadas o Sebadas. Sono prodotte ormai in tutta l’isola, ma quelle artigianali si continuano a fare prevalentemente nelle zone con economia pastorale. Trattasi di un grande raviolo fatto con pasta di semola farcito di formaggio, che può essere pecorino fresco dolce aromatizzato agli agrumi, scorse di limone e arancia. Si frigge e si serve a tavola ancora caldo, ricoperto con del miele (meglio se agli agrumi, per esaltare ancora di più il sapore del farcito). Una vera delizia per il palato! Intreccio di sapori contrastanti che si amalgamano alla perfezione, un sapore che per caratteristiche non si può paragonare a nessun altro dolce. L’origine delle Seadas è da ricercare nelle zone dell’isola tradizionalmente legate alla pastorizia, ovvero l’area tra il Campidano, la Barbagia, l’Ogliastra, il Logudoro e la Gallura. Oggi è considerato un dessert ma, in quanto dolce non-dolce, visto il suo considerevole apporto calorico in origine rientrava tra le pietanze principali e poteva sostituire un secondo piatto. Esistono diverse interpretazioni della ricetta base, a seconda dell’area dell’isola in questione. ... [+]
cosa mangiare in sud sardegna: fregula sarda

Mangiare in Sud Sardegna: menu di terra e di mare, alla scoperta della cucina dell’isola

Cosa mangiare in sud Sardegna? Le alternative non mancano davvero. L’offerta eno-gastronomica è tamente variegata, gustosa e originale che ce n’è per tutti i palati… La cucina sarda meridionale si è forte della ricchezza di  materie prime e prodotti tipici locali, che danno a vini e pietanze sapori semplici e delicati, oppure decisi e ricercati. Alla elevata qualità degli ingredienti corrisponde quasi sempre equilibrio e raffinatezza di sapori. La Sardegna meridionale non offre dunque solo arte, storia, paesaggi mozzafiato e mare d’incanto, ma anche una cucina tutta da scoprire ed assaporare, con menu di pesce e carne ricchi di sapore. L’estate 2018 in Sardegna meridionale va dunque considerata anche come un viaggio eno-gastronomico alla scoperta dei sapori unici e genuini che questa terra offre. Mangiare in Sud Sardegna: la fregola ai frutti di mare Se durante le vostre vacanze in Sardegna meridionale desiderate scoprire e gustare a tavola le pietanze a base di pesce, sappiate che un primo piatto unico nel suo genere – che vi consigliamo vivamente di assaggiare – è la Fregola sarda ai frutti mare. In sardo detta “cocciula”, questa pasta di semola fatta a ‘pallini’, lavorata rigorosamente a mano e spesso tostata, viene cucinata solitamente con vongole e/o gamberi, e in alcune varianti anche con cuori di carciofo spinoso (rigorosamente sardo), pepe rosso, vino bianco e prezzemolo. Piccante e gustosa, è un primo piatto leggero e saporito. Come secondi, tra le varie pietanze, segnaliamo le patate e il polpo in insalata, oppure l’orata al forno con pomodorini e patate o ancora la “burrida“, gattuccio di mare lessato con aglio, fegatini del pesce e noci tritate. Il vino da accompagnare ai questi piatti è ovviamente il bianco tipico della Sardegna meridionale, il Nuragus: coltivato prevalentemente a sud, fra Oristano e Cagliari, si tratta di un vitigno a bacca bianca da cui si ottengono vini bianchi Nuragus di Cagliari DOC, dalla media alcolicità. Sardegna meridionale: i sapori unici dei ‘malloreddus’ e del Porceddu Arriviamo dunque al menu di terra, tipico della Sardegna meridionale, che vede primeggiare due primi piatti molto saporitie: Is Malloreddus, pasta a forma di conchiglia grande circa 2 cm che grazie alle striature esterne e la cavità interna raccoglie e contiene al meglio il suo condimento tradizionale, ovvero il ragù di salsiccia e/o carne di manzo tagliata a tocchetti cucinato con salsa di pomodoro, aromatizzata con basilico, zafferano e alloro. A completare ed arricchire il piatto una spolverata di Pecorino sardo. Un altro primo piatto tipico del Sud Sardegna sono Is Culurgiones, ravioli farciti di un mix di formaggi (Caprino, Vaccino, Pecorino), un pizzico di zucchero, zafferano e scorze di limone, conditi con una salsa leggera di pomodoro. Mentre tra i secondi piatti della cucina sarda spicca il Porceddu, maialino da latte cotto allo spiedo. La cottura è lunga e lenta, il risultato finale è quello di una carne saporita e dalla consistenza ‘cremosa’; il gusto è affumicato, aromatizzato con le foglie del mirto. Da accompagnare con un rosso di struttura come il Cannonau. ... [+]
fede sarda

La fede sarda in filigrana, gioiello artigianale sempre di moda

Durante le vostre vacanze 2018 non potete non dedicare almeno una giornata allo shopping in sud Sardegna. Avrete l’imbarazzo della scelta tanto variegata è l’offerta dei prodotti ed oggetti tipici frutto di un raffinato lavoro artigianale. Uno dei pezzi simbolo dell’artigianato isolano è sicuramente rappresentato dalla Fede sarda. Shopping in sud Sardegna: la Fede Sarda La Fede sarda è un anello dal profondo valore simbolico, che lega indissolubilmente le donne sarde alla loro storia, tradizioni, simbolismi e leggende. Un gioiello di indiscussa bellezza, sofisticato, che gode di tanto apprezzamento non solo da parte delle donne dell’isola ma anche di turisti e visitatori, che acquistandola l’hanno fatta conoscere al di fuori del’isola facendola diventare un must have di tendenza. Ideale per farsi o fare un regalo, pezzo che non può mancare nella vostra lista della sesa in sud Sardegna. Di una bellezza senza tempo, questo gioiello in filigrana viene realizzato a mano in oro giallo o argento, ha un ricamo prezioso, frutto di minuziosa lavorazione che dà all’anello un fascino tutto suo. La Fede sarda può avere diverse larghezze e aspetti variegati grazie alle molteplici lavorazioni dei fili d’oro. In taluni casi può essere impreziosita con corallo, pietre o gemme. Le piccole sfere, tipiche del gioiello, simboleggiano i chicchi di grano che vengono ricondotti alla prosperità e quindi sono di buon auspicio per la donna che la indossa. La Fede sarda in filigrana tra storia e leggenda Chi visita la Sardegna meridionale (e non solo) non può non approfondire la conoscenza dei pezzi del suo artigianato. Acquistarli e portarli a casa è un modo per portare con sé e custodire un po’ dell’anima dei sardi. Diverse le leggende che ruotano attorno alla Fede sarda. Si narra che gli uomini, prima di dichiarare amore eterno alla propria donna, si recassero nelle Domus de Janas (strutture sepolcrali dell’età preistorica scavate nella pietra presenti in Sardegna), dimora delle Janas, appunto, ovvero le fate del luogo. Erano loro, in segno della loro approvazione e protezione, a realizzare un anello intessuto con un filo d’oro, da porre sul dito sinistro dell’amata come, ancora oggi, vuole la tradizione. Un rito tramandato di generazione, attraverso cui ogni donna intesseva un legame con il proprio passato. Legame indissolubile. Spesso la Fede sarda viene consegnata a una donna dalla propria madre nei momenti più importanti della vita, come la nascita di un figlio o il matrimonio. La fede sarda si porta nell’anulare sinistro, perché lì passerebbe la cosiddetta ‘vena amoris’ collegata direttamente al cuore. Un gioiello dall’alto valore simbolico, insomma, che avvicina l’uomo alla divinità, secondo la tradizione. Un accessorio conosciuto e apprezzato anche fuori dall’isola, un’idea per il vostro shopping in sud Sardegna. ... [+]
Artigianato nel sud Sardegna: Gioielli in filigrana Artigianato Sardo

Artigianato nel sud Sardegna: opere d’arte dal fascino antico

Sardegna meridionale: mare, natura e importanti tradizioni. La cultura dell’isola è plasticamente rappresentata anche da oggetti di artigianato nel sud Sardegna che mani sapienti hanno forgiato con eccellenti risultati. E che portano nel mondo la bellezza della tradizione dell’isola. Con le tante materie prime che la Sardegna offre, infatti, vengono realizzate vere e proprie opere d’arte che vanno dagli oggetti d’arredo ai gioielli, unici nel loro genere. Eccellenze in diversi campi dell’artigianato, con peculiarità diverse in ogni zona dell’isola. Gioielli in filigrana, elegantemente lavorati, tessuti, ricami, cesti e panieri. La fede sarda in filigrana, gioiello artigianale sempre di moda Artigianato nel sud Sardegna: ceramiche e tessuti vere opere d’arte L’artigianato nel sud Sardegna è variegato e molto apprezzato dai turisti. Degna di nota la lavorazione delle ceramiche con le quali venivano realizzati utensili d’uso quotidiano fin dai primi insediamenti, che nei tempi si sono evoluti in particolar modo nella decorazione. La produzione di ceramica moderna riprende e ripropone ancor oggi i modelli antichi, con creazioni più tipiche e diffuse in tutta l’isola. Famose le ceramiche di Assemini, che hanno ricevuto addirittura un riconoscimento ministeriale. Nelle decorazioni che le contraddistinguono sono riprodotte immagini floreali, scene di vita quotidiana, agreste, come ad esempio le gallinelle e le pavoncelle; si possono tuttavia trovare le più recenti e moderne che riprendono disegni marini come il corallo. Altro pezzo forte dell’artigianato sardo è la lavorazione dei tessuti per realizzare arazzi, coperte e tappeti, ma anche tende e bisacce in lana, anticamente colorata con essenze vegetali. Opere di alto pregio, fungono da eleganti e caratteristici elementi d’arredo per la casa. Tecnica diffusa per la loro realizzazione è quella de “su trobasciu”, ovvero il tipico telaio tradizionale manuale sardo, spesso a caratterizzarli sono i cosiddetti “pibiones”, cioè pallini colorati, monocromatici bianchi, neri o color ocra, una sorta di nodo che crea una sporgenza che conferisce ai tessuti lavorati l’effetto ‘bassorilievo’. Un lavoro cui si dedicavano in passato le donne sarde, manifatture dietro le quali sta un grande, meticoloso, lavoro di finitura, che dà un grande valore ai prodotti realizzati e che nella storia antica sarda andavano a costituire l’intero corredo nuziale per le spose. Un’arte antica e preziosa che viene tramandata di generazione in generazione. I gioielli sardi: l’antico fascino della filigrana Artigianato nel sud Sardegna significa anche gioielli preziosi. In oro e in argento, con pietre di corallo incastonate, sono impreziositi dalla lavorazione in filigrana, tecnica artistica che consiste nella lavorazione ad intreccio di sottili fili d’oro e/o d’argento. Parliamo di spille, accessori che impreziosivano il costume sardo femminile, spesso utilizzate per fermare il copricapo oppure lo scialle insieme ad altri monili. Le spille erano realizzate in oro e avevano come decorazioni prevalentemente motivi floreali con una pietra di corallo al centro o di ossidiana onice. Non solo spille, ma anche orecchini a pendente, elegantemente ricamati, bracciali, collane, ciondoli e anelli, in particolare la famosa fede sarda. Preziosi in oro o argento caratterizzati da perle e coralli che simboleggiavano l’augurio della salute ed avevano valore apotropaico. ... [+]
PARCO DEI SETTE FRATELLI sardegna del sud

Cosa vedere nella Sardegna del sud: alla scoperta del Parco dei Sette Fratelli

La Sardegna del sud non è solo mare: il sud-est dell’isola ha un polmone verde tutto da scoprire. Foreste, ruscelli, verde incontaminato, aria pura e reperti archeologici. Se le vostre vacanze in Sardegna per il 2018 avete deciso di trascorrerle nel sud est ricordate che a un passo da voi esiste una foresta che si estende per 10mila ettari, perfetta per una giornata di trekking a stretto contatto con la macchia mediterranea e per chi vuole staccare dalla routine balneare e dedicarsi all’attività fisica. Sette Fratelli, la vasta foresta della Sardegna del sud Il parco dei Sette Fratelli rappresenta una delle località più verdi e affascinanti della Sardegna sud-orientale, una riserva naturale che offre scorci magnifici e panorami indimenticabili. Una vasta foresta e la macchia mediterranea rendono questo parco regionale una meta ambita per gli amanti dello sport, del trekking e della natura incontaminata. Un territorio soggetto a tutela paesistica che fa parte, quasi nella sua totalità, del Parco Naturale di Settefratelli-Monte Genis. Itinerari in sud Sardegna: l’Oasi di Capo Ferrato e il trekking a Monte Ferru Del Parco, vero e proprio polmone verde, fanno parte il complesso montuoso e la foresta demaniale omonimi e la foresta di Monte Genis. Si estende a sud-est della provincia di Cagliari in un territorio che comprende nove Comuni: Burcei, Castiadas, Maracalagonis, Quartucciu, Quartu Sant’Elena, San Vito, Sinnai, Villasalto e Villasimius. (Credits Giuseppe Schirru) Sette le cime di questa montagna – da qui il suo nome – che raggiungono vette di circa mille metri: la più alta è quella di Serpeddì (1067 metri). Un’oasi incantata dove la natura si mostra in tutta la sua bellezza, con estesi boschi e specie animali rare. Un tripudio di macchia mediterranea – piante di mirto, erica, ginepri, ontani – e una fauna composta da cinghiali, conigli, martore, gatti selvatici, aquile reali, falchi pellegrini ed esemplari di astore sardo, rapace tipico del territorio sardo, cervi e mufloni. Le rocce plasmate dal vento e dal logorìo del tempo caratterizzano un paesaggio ora fatto di canyon e gole, come Baccu Anigiulus e quella del rio Picocca, ora corsi d’acqua, in particolare i fiumi Ollastu, Cannas e Maidopis.  Monte dei Sette Fratelli: il trekking da Campuomu Tra le escursioni nella Sardegna del sud, vi consigliamo caldamente di programmare quella nel Monte dei Sette Fratelli. Il parco dista circa 45 km dal Lido Tamatete. Per arrivarci prendere la SS125 dalla Sp 98 e seguire la direzione Cala Sinzias, quindi lo svincolo per Muravera, poi seguire la SS125var in direzione Strada Statale 125 – Orientale Sarda a Sinnai fino a Campuomu. Una volta lì troverete la caserma forestale Dr. Umberto Noci, punto di raccolta dei visitatori da cui parte un sentiero che conduce fino a punta sa Ceraxa. Lungo il percorso ci si imbatte nell’arco dell’Angelo di granito rosa, da cui è possibile contemplare la valle di Castiadas, lo stagno di Colostrai e il Campidano di Cagliari. Una volta nel cuore del complesso montuoso, da non perdere la visita alla grotta Fra’ Conti, al bastione granitico su Stumpu ‘e Giumpau e a sa Grutta ‘e sa Pipia (La grotta della bambina). Nella foresta del monte Genis si può praticare anche birdwatching, e tutto l’itinerario pullula di tracce di nuraghi, insediamenti neolitici e anche rovine di un antico convento. ... [+]
capo Ferrato in sud sardegna

Itinerari in sud Sardegna: l’Oasi di Capo Ferrato e il trekking a Monte Ferru

Alla ricerca di itinerari in sud Sardegna splendidi e poco battuti? Se amate la natura selvaggia ed incontaminata e concepite le vacanze non solo come ozio totale, ma anche come l’occasione giusta per rigenerare corpo e mente, facendo lunghe passeggiate e trekking, ecco qualche dritta! Mare mozzafiato, macchia mediterranea, profumi e sapori unici, cosa chiedere di più? Un breve distacco dal vostro soggiorno di relax a Cala Sinzias, presso il Lido Tamatete, vi consentirà di conoscere due itinerari-trekking molto interessanti, di facile percorribilità ed organizzati, per scoprire angoli nascosti del sud Sardegna. Si tratta di due percorsi naturalistici, dalla montagna al mare e viceversa, a pochi passi da Costa Rei. Suggestivi e panoramici itinerari che si snodano sull’Oasi naturale di Capo Ferrato e sul Monte Ferru e arrivano fino al faro e alle calette del promontorio. Sul posto escursioni organizzate da professionisti, che accompagnano i visitatori alla scoperta di tesori dell’isola sconosciuti ai più. L’Oasi di Capo Ferrato, angolo di paradiso in sud Sardegna L’Oasi di Capo Ferrato dà il nome al promontorio roccioso e alla spiaggia omonima. Una località suggestiva ed incontaminata situata a nord di Costa Rei, nel territorio del Sarrabus, lungo la costa orientale del sud Sardegna. Per arrivarci dal Lido Tamatete prendete la direzione nord e raggiungete Costa Rei attraverso la Nuova SS 125; proseguite in direzione Capo Ferrato fino al piccolo borgo, quindi girate a destra in una strada sterrata e percorretela fino a raggiungere la spiaggia. Capo Ferrato si trova a circa 24 km e poco più di mezz’ora d’auto dal Lido Tamatete. Cala Pira e l’isola di Serpentara: mare turchese e panorami mozzafiato nella Sardegna meridionale La località è caratterizzata da un antico Faro di origine novecentesca, raggiungibile in circa un’ora di camminata dalla spiaggia, collocato in una posizione solitaria e panoramica ad un’altezza di oltre 50 metri, dalla quale è possibile avere una vista eccezionale su tutta la Costa Rei. Proseguendo in direzione Nord si arriva a un antico imbarcadero del periodo bellico. La cornice di questa oasi naturalistica aperta dal 2013 è completata da antiche torri, fiori rari e coralli, e dalla presenza dei fenicotteri rosa. Il trekking a Monte Ferru Il trekking a Monte Ferru è una tappa obbligata per chi vuole conoscere a fondo la bellezza dell’Oasi di Capo Ferrato. Proprio da lì se ci si rivolge verso l’entroterra si vede il massiccio di origine vulcanica di Monte Ferru, raggiungibile con un trekking di circa 10 chilometri che parte proprio dal villaggio di Capo Ferrato. Percorrendo il sentiero aperto di recente ci si imbatte in rocce modellate dal vento e piante di lentisco e ginepro; percorrendolo tutto si arriva fino ad una torre costiera del 1400, dalla quale è possibile scorgere il litorale compreso fra Porto Corallo e Capo Carbonara. Da qui il percorso va avanti fino alla discesa al mare, approdando nelle due splendide cale di Porto S’Ilixi e Cala Sa Figu. ... [+]
sardegna meridionale

Cala Pira e l’isola di Serpentara: mare turchese e panorami mozzafiato nella Sardegna meridionale

Cala Pira è una piccola spiaggia che dista pochissimi chilometri dal Lido Tamatete. Fa certamente parte della lista del ‘Cosa vedere in Sardegna meridionale’. La piccola cala, incorniciata nel verde, che le conferisce un aspetto particolarmente selvaggio ed incontaminato, è situata nella costa sud-orientale dell’isola, lungo la strada tra Villasimius e Costa Rei. Una meta imperdibile per chi ha deciso di trascorre l’estate 2018 in Sardegna. Si tratta di una lingua di sabbia non più lunga di un chilometro che offre un panorama magnifico: l’isoletta di Serpentara, distante dalla battigia 3-4 km e raggiungibile attraverso escursioni organizzate dalle vicine Costa Rei e Villasimius. Vacanze in Sardegna 2018: la Baia di Capo Carbonara, la perla del sud-est Il bello della Sardegna meridionale: Cala Pira spiaggia panoramica davanti all’isola di Serpentara Il mare stupendo, i colori da favola, il paesaggio mozzafiato e la torre di avvistamento spagnola sul promontorio a rendere il tutto ancor più suggestivo. Siamo nel territorio di Castiadas, tra Costa Rei e Capo Carbonara. Tra le cose da vedere in sud Sardegna se state trascorrendo la vostra vacanza 2018 a Cala Sinzias e Lido Tamatete, segnaliamo certamente Cala Pira. Ci si arriva percorrendo la SP18 fin quando ci si trova davanti a una grande roccia su cui è indicato il nome della spiaggia. Percorsa una breve strada sterrata si arriva ad un parcheggio a pagamento. Da lì dopo circa 100 metri a piedi si arriva in spiaggia, bagnata da un mare dai colori caraibici e impreziosita da scogli di granito e ginepri. La caletta è riparata dal vento, la sabbia è finissima. Dalla spiaggia si può ammirare l’isola di Serpentara raggiungibile attraverso escursione organizzata. La visita dura mediamente due ore e permette di vedere tutta l’isola, completamente disabitata, e godere delle sue splendide insenature e scogliere a picco. Serpentara è stata riaperta al pubblico da pochi anni poiché precedentemente era area protetta integralmente, con divieto assoluto di visita.   Cala Pira: trekking panoramico fino alla torre spagnola Cala Pira offre un trekking panoramico fino alla torre spagnola. Il percorso è panoramico e semplice, alla portata di chiunque.Sulla sinistra, guardando il mare, sorge la Torre di Cala Pira, a destra invece la spiaggia è ricca di sassi e scogli. Il fondale è basso e sabbioso, caratteristica di molte spiagge della Sardegna sud-orientale, e rende la piccola baia perfetta anche per i bambini. In fondo alla spiaggia è a disposizione un punto di ristoro, che oltre alla ristorazione offre anche un servizio di noleggio di imbarcazioni da diporto per visitare le cale vicine. Per chi invece ama il trekking e le escursioni, è possibile salire fino al promontorio dove si erge la Torre spagnola. Si tratta di un percorso breve e non particolarmente impegnativo, alla portata di tutti. La torre è stata edificata nel 1639 e si trova in ottimo stato di conservazione; attraverso una scala semicircolare è anche possibile raggiungere la terrazza soprastante. Quasi scontato dire che da lassù il panorama è spettacolare, da fissare, come molti altri angoli della Sardegna meridionale, nei ricordi… E nello smartphone! ... [+]